IDEE / Come sarà il futuro? Un decalogo con il prefisso ‘co-‘, quello che indica ‘insieme’

Come sarà il futuro? Non è la domanda giusta. Non ci serve un approccio predittivo, futurologico. Ciò che davvero oggi conta è espresso da un altro interrogativo: come vogliamo che sia il domani? Ossia, per quale futuro vogliamo batterci?

Propongo di mettere al centro delle nostre riflessioni il prefisso ‘co, quello che indica ‘insieme‘: l’opposto dell’individualismo, del solipsismo, dell’egoismo. E dunque indico 10 parole inizianti con ‘co‘, che mi paiono frecce verso un mondo diverso e migliore.

1) COMPRENSIONE: lo sforzo e la capacità di considerare realtà distinte e magari lontane, con uno sguardo dall’alto che le ingloba nell’analisi; e anche il tentativo non solo di sapere, di essere informati, ma anche di capire, in un mondo con molte (troppe) notizie e invece con scarsa intelligenza dei fenomeni strutturali, delle tendenze di fondo.

2) CONDIVISIONE, di valori, esperienze, azioni collettive: ossia la messa in comune di storie e percorsi differenziati, magari con origini distantissime ma con comuni obiettivi.

3) COMUNITÀ, intesa come il luogo ove si svolge la vita quotidiana, ma non frantumata in singole vicende tra vicini non comunicanti tra loro e invece basata su forti intrecci, legami, scambi, mutui sostegni, senso di variegata esperienza appunto comunitaria.

4) COMUNIONE, che è più di coesione e indica l’appartenenza piena a un popolo, non confuso con un’etnia ma connotato da una libera scelta di appartenenza a un’entità sociale fatta di fede, valori, riti, compartecipazione a un disegno divino o almeno a un macro-progetto terreno di salvazione.

5) COLLABORAZIONE, se concreta, specifica, orientata a un obiettivo.

6) COOPERAZIONE, concepita come messa in comune di risorse e di tempo, per costruire un futuro condiviso, superando la follia della proprietà privata, del capitalismo oligopolistico finanziarizzato che moltiplica le disuguaglianze, di un sistema ecocida (come è indicato nell’enciclica di Francesco).

7) COLLOQUIO, dialogo permanente fondato sull’ascolto profondo ed empatico, sul ‘sentire’ l’Altro immedesimandosi in esso, sul farsi prossimo.

8) COSCIENZA, dunque responsabilità individuale e collettiva fondata sul libero arbitrio, sul rispetto non formale dei valori-chiave (indicati anzitutto dai Comandamenti), sul tentativo di dar corpo ai principi (malgrado le nostre fragilità e semi-impotenza).

9) CONFESSIONE pubblica e privata dei propri limiti, difetti, errori: non per auto-fustigarsi o farsi fustigare, ma per usare il genuino pentimento al fine di camminare più sveltamente sulla via intrapresa o di cambiare rotta.

10) CORAGGIO, dal momento che l’età della vita è spesso in salita, aspra, faticosa, il che richiede assunzione di rischi, non certezza di farcela, paure e ansie: tutte difficoltà che si superano meglio insieme ad altri, in cordata, con determinazione e tenacia.

Enrico Finzi, sociologo (membro di Reti della carità)

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