IDEE / Enrico Finzi: il ruolo sociale delle parrocchie in Italia dal dopoguerra

Condividiamo una riflessione del sociologo e ricercatore Enrico Finzi, tra i promotori e fondatori di Reti della carità, sul ruolo sociale delle parrocchie in Italia nel secondo dopoguerra da un punto di vista sociologico e non incentrata solo sugli aspetti più propriamente religiosi.

Dopo un breve excursus storico viene analizzato il ruolo delle parrocchie che, “quasi subito e quasi ovunque, diventano la sede primaria della formazione religiosa e morale, delle scuole, delle istituzioni della carità a favore dei malati e dei poveri; il luogo concreto dell’iniziale e salvifica certificazione pubblica dell’appartenenza all’universo dei fedeli; la sede dei riti della confermazione, del matrimonio, della confessione, funerario”.

Finzi ricostruisce la storia delle parrocchie nel secondo dopoguerra suddividendola in tre fasi: la prima è quella che va dal 1945 alla morte di Pio XII; la seconda è aperta nell’ottobre del 1958 dall’ascesa al soglio pontificio di papa Roncalli e dura fino alle dimissioni del Papa emerito, Joseph Ratzinger. Quest’ultimo fatto viene considerato da Finzi un evento “extra-ordinario, che sembra aver aperto un’era nuova, connotata da un insieme di fresche innovazioni, di lontananza dal mondo curiale e di vicinanza ai poveri (come persone e come soggetto teologico), di denunce intransigenti e di letizia nell’eterna missione ecclesiastica di annuncio della Buona Novella”.

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