TERRITORI / «Facciamo un pacco alla Camorra»: quando il consumo critico sostiene legalità e lavoro

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Sabato 15 dicembre, alla Casa della carità di Milano, si è tenuta «Facciamo un pacco alla Camorra», cena di solidarietà organizzata con il consorzio NCO-Nuova cooperazione organizzata e Fim-CISL Lombardia. Sul quotidiano Avvenire, un editoriale firmato da don Virginio Colmegna, presidente Fondazione Casa della carità e Andrea Donegà, segretario generale Fim-CISL Lombardia, illustra i contenuti e il senso dell’iniziativa.

«Facciamo un pacco alla Camorra» è una cena preparata con i prodotti del consorzio NCO-Nuova cooperazione organizzata, che da anni promuove una filiera agro-alimentare etica, grazie alle attività di imprenditoria sociale portate avanti in quelle che una volta erano le terre di camorra e che ora, invece, segnano la rinascita di una cittadinanza attiva e il tentativo di restituire alla collettività beni e risorse per troppi anni deturpati dalla criminalità organizzata.

L’iniziativa si è tenuta sabato 15 dicembre alla Casa della carità di Milano, che ha organizzato l’evento insieme a NCO e a Fim-Cisl Lombardia, una collaborazione che si alimenta quotidianamente nell’ambito del progetto «Reti della carità», nato su impulso dell’associazione Amici Casa della carità. L’appuntamento, giunto quest’anno alla decima edizione, non è un evento solo simbolico, ma è stato l’occasione per stimolare una riflessione più ampia sul valore sociale e culturale di un’economia civile come frontiera di un nuovo sviluppo possibile, dove il lavoro regolare sia argine alla criminalità e strada attraverso cui affermare dignità e diritti.

Pensiamo infatti che «Facciamo un pacco alla Camorra» sia uno degli esempi di ciò che l’economista Leonardo Becchetti definisce “Voto col portafoglio” ovvero la possibilità di premiare, attraverso i consumi, le imprese e le filiere che praticano la sostenibilità ambientale, sociale ed economica realizzando così un modello alternativo di sviluppo, un welfare inclusivo e generativo fondato, appunto, sul lavoro, sui legami e sulla prossimità territoriale. Come cittadini e come consumatori possiamo scegliere, possiamo “votare tutti i giorni” vincolando le imprese a fare i conti con la responsabilità sociale e con la sostenibilità, possiamo condizionare il mercato e indirizzarlo verso la costruzione di un mondo migliore.

Ragionamenti che ora possono entrare in una cornice più ampia formata da un lato dal BES (Benessere equo sostenibile) ovvero un insieme di 12 dimensioni, tra cui salute, istruzione e formazione, lavoro e ambiente, contenenti a loro volta diversi indicatori per misurare la qualità della vita e valutare gli impatti delle politiche pubbliche su alcune dimensioni sociali fondamentali (Il BES nel 2016 è entrato per la prima volta nella Legge di Bilancio assumendo quindi valore politico ed economico); dall’altro lato, l’ASVIS, Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, un programma di azione sottoscritto nel 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU che ingloba, in un grande piano di azione, 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030, tra cui la lotta alla povertà e il contrasto ai cambiamenti climatici.

Se vogliamo che questi impegni non restino solo su carta dobbiamo muoverci in modo rapido e deciso e il “Voto col portafoglio” può rappresentare certamente l’innesco del cambiamento che necessita anche di una spinta politica attraverso interventi e incentivi fiscali che spostino definitivamente la competitività delle imprese sul terreno della sostenibilità economica, sociale e ambientale, realizzando un vero e proprio rating della sostenibilità.  

«Facciamo un pacco alla Camorra» ci racconta quindi, combinando vari fattori a partire dal riscatto della legalità, la necessità di approdare a una nuova cultura che tenga come riferimento la sostenibilità e non solo il profitto. Anche perché i dati e l’esperienza ci dicono che le imprese sostenibili sono anche quelle più solide dal punto di vista economico con conseguenti benefici per l’intera collettività.

Scarica qui la pagina del quotidiano con l’editoriale

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