NOTIZIE / “Giovani, Sud e Chiesa tra lavoro e legalità”: la presentazione del terzo convegno nazionale

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Lunedì 15 ottobre 2018 si terrà a Napoli il terzo convegno nazionale Reti della carità, dopo quelli di Bologna sulla povertà (2016, con l’arcivescovo della città, Matteo Maria Zuppi) e di Roma sull’accoglienza (2017, con l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice).

Il convegno di Napoli arriva a conclusione di un percorso fatto nel 2018 da Reti della carità e incentrato sulla questione giovanile, vista soprattutto in chiave di occupazione lavorativa nelle regioni del Sud Italia e di cosa possa fare la Chiesa per essere “al servizio” di queste problematiche. 

In questi mesi, ci siamo ritrovati a lavorare potremmo dire “in parallelo” con la preparazione del Sinodo dei giovani.

In particolare, sottolineiamo che uno dei punti, il numero 155, del documento INSTRUMENTUM LABORIS intitolato: “I GIOVANI, LA FEDE E IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE”, elaborato per il Sinodo dei vescovi sui giovani e pubblicato lo scorso 19 giugno, arriva da una sollecitazione elaborata proprio dalle Reti della carità.  

Lo riportiamo qui di seguito, ricordando che questo sarà anche lo spunto del convegno GIOVANI, SUD E CHIESA TRA LAVORO E LEGALITÀ

Collaborare alla creazione di occupazione per tutti
155. La promozione di un modello economico nuovo richiede di favorire lo sviluppo di quelle alternative che spontaneamente nascono nelle periferie e tra i gruppi che patiscono le conseguenze della cultura dello scarto, ma che conservano valori e pratiche di solidarietà che altrove sono andati smarriti. Sostenere queste esperienze, permettendo la creazione di opportunità di lavoro in particolare per i giovani, specie in quei contesti dove è più elevata la disoccupazione giovanile, richiede innanzi tutto di cercare risorse. Come è emerso da alcune osservazioni ricevute, in alcuni Paesi si chiede di individuare forme attraverso cui la Chiesa possa partecipare a questa ricerca con i suoi patrimoni fondiari, immobiliari e artistici, in modo da valorizzarli con iniziative e progetti imprenditoriali di giovani, e renderli così “generativi” in termini sociali, al di là del semplice ritorno economico.

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